Silk Epil: differenze tra fascia alta, media ed economica

Il pensiero fisso di ogni donna è sicuramente quello di curare la propria bellezza e soprattutto di eliminare i fastidiosi peli. Esistono molti metodi per eliminarli: la ceretta, il rasoio oppure degli epilatori elettrici. Il metodo migliore è sicuramente quello di affidarsi agli epilatori perché facili da utilizzare ed efficaci: scopriamo i silk epil prezzi.

Silk Epil : quale scegliere?

In commercio esistono molti modelli ed è difficile riuscire a scegliere. Ovviamente tutti tengono d’occhio il silk epil prezzo che varia a seconda della qualità dei materiali con cui sono stati costruiti e dagli accessori in dotazione.

Le persone possono avere una un’epidermide più delicata rispetto ad altre quindi è importante non sottovalutare questo dato.

  • Gli epilatori possono funzionare senza fili e sono ideali se si viaggia.
  • Per allergie al nichel è consigliabile l’utilizzo di pinze in ceramica, seppur risultano più delicate e facilmente soggette a rottura.
  • Gli epilatori possono essere “Wet and dry”: ideali per essere utilizzati sotto la doccia.
  • Gli epilatori possono essere meno o più veloci: tutto dipende dal numero di pinzette sulla testina (partono da un minimo di 20 ad un massimo di 40).
  • Gli epilatori possono essere utilizzati anche in zone più delicate come “ascelle” e “bikini”: esistono prodotti interessanti sul mercato che dispongono di un sistema refrigerante, emissione di aria fredda e tanto altro ancora.
  • Gli epilatori dispongono anche della funzione rasoio.

Silk epil fascia alta: ecco i vantaggi

Dispongono di funzioni all’avanguardia come uella del “Wet and dry”. Possiamo decidere di epilarci mentre facciamo un bel bagno caldo e la pelle risulterà sempre vellutata. Quindi seppur il silk epil prezzo sia importante, i vantaggi che da sono elevati.

Silk epil fascia media: ecco i vantaggi

Buttandoci su un prodotto di fascia media non si può immergere nella doccia, ma lo stesso permette di avere un’epilazione impeccabile.

Silk epil fascia economica: ecco i vantaggi

Scegliere un prodotto di fascia economica ha i suoi lati negativi: epilarsi ogni 15 giorni, sconsigliabile su una pelle sensibile (anche se alcuni dispongono di una testina con sfere massaggianti), rumoroso e poca autonomia.

Valutate il silk epil prezzo e allo stesso tempo cercate di tener conto delle caratteristiche in base al tipo di pelle.

 

Una nuova passione

L’anno scorso un mio amico mi propose di avventurarci nel mondo del running.
Sinceramente, lì per lì lo presi anche un po’ in giro, lui che non ha mai smosso un dito per la fortuna di avere un metabolismo ultra veloce, cerca di coinvolgere me nella corsa? Mi sembrava molto strano.
Ho poi avuto qualche problema di salute, ho dovuto anche smettere di fumare e il medico che mi ha seguito mi ha consigliato di dedicarmi a un po’ di sana attività fisica per consentire al mio corpo di smaltire tutte le sostanze tossiche dovute alle sigarette.
Mi è sembrata una coincidenza troppo strana per essere presa alla leggera, quindi ho accettato la proposta del mio amico.

Mi sto attualmente preparando a partecipare a una maratona locale di beneficenza, la mia prima maratona in assoluto di 20 km.
Si correrà in città, potranno partecipare tutti con pattini o cani al guinzaglio, purché ci si diverta; ognuno di noi ha pagato una piccola quota di iscrizione che verrà interamente devoluta in beneficenza per finanziare la ricerca scientifica nel campo del tumore al polmone. Sono molto fiero di me per aver intrapreso questa strada che mi consentirà di fare questa bellissima cosa, che spero possa aiutare tante persone bisognose.

Per l’occasione mi sono anche comprato un bel cardiofrequenzimetro di ultima generazione. Vivo in un’altra città rispetto a quella dei miei genitori, che non mi credevano quando gli dicevo di essere in fase di preparazione atletica per una maratona. Con questo cardio posso direttamente farglielo vedere condividendo con loro i miei progressi quotidiani e addirittura i percorsi che faccio 3-4 volte a settimana per tenermi allenato.
Mio padre è sempre stato un amante della corsa, per questo motivo è molto orgoglioso di me che, per risanare il corpo e la mente, ho deciso di intraprendere questo avvincente percorso.

I tempi stanno cambiando

Oggi ho fatto fare ai miei alunni un pensierino su quello che vorrebbero ricevere per Natale o quello che vorrebbero fare con le loro famiglie. Faccio questo lavoro da un bel po’ di anni, che mi hanno permesso di capire e vedere più da vicino come, in effetti, i tempi siano cambiati: quando ero io un alunno a mia volta, chiedevo la pace nel mondo, la gioia di tutti i bambini e che i miei genitori fossero orgogliosi di me.

Oggi rileggendo i pensierini di bambini di 8 anni, mi sono reso conto che sì, siamo diventati molto materialisti. Un bambino mi ha scritto di volere l’iPhone 6s come quello che ha suo papà, chiedeva a Babbo Natale di portarglielo magari color gold perché gli piace di più, e da 128 Gb, così più metterci più giochi. Ma cosa ci potrebbe fare un bambino con un telefono da 1000 euro e così grande? Il problema non sono loro che chiedono, ma i genitori che concedono.

Una mamma, qualche tempo fa, è venuta a parlare con me dell’andamento scolastico di suo figlio. Le ho spiegato che il bambino non faceva mai i compiti, faceva un sacco di errori di grammatica e di sintassi, perché si vedeva che non studiava. Lei mi ha detto che il bimbo passa un sacco di tempo a giocare al pc e che se prova a toglierlo da lì davanti, lui inizia a piangere e a urlare. Le ho suggerito di togliere di mezzo il pc e dargli, piuttosto, un tablet per bambini, visto che sono studiati per aiutare anche i più piccoli nello studio, che possono portare avanti divertendosi.

Un altro bambino, tornando sempre al tema, ha chiesto a Babbo Natale l’abbonamento a Netflix per sempre, così potrà vedere The Walking Dead. Ho dovuto googlare per vedere cosa fossero entrambe le cose. Ma davvero ci sono genitori che permettono ai loro figli di vedere cose così cruente a quell’età?

I drammi della città

Sono reduce di una di quelle giornate che andrebbero cancellate definitivamente dai ricordi più assoluti di qualunque essere vivente al mondo. Mi sono alzata tardi, sono uscita di casa per andare a lavoro in fretta e furia e una colonna di coda in superstrada mi ha fatto arrivare in un ritardo clamoroso. Per colpa del poco tempo a disposizione mi sono anche scordata di programmare la macchina per fare il pane, quindi sono stata costretta ad andare a comprarmelo dal panettiere che, ovviamente, aveva finito quello che piace a me. Un classico!

Dopo la ramanzina dei miei superiori, soprattutto perché io sono un po’ recidiva e ultimamente è capitato spesso di far tardi, mi sono messa a lavorare cercando di essere il più produttivo possibile. Stanca e distrutta, al ritorno a casa, dovevo fermami in centro per fare delle commissioni, purtroppo, anche al centro commerciale dove dovevo passare a ritirare dei vestiti in lavanderia.

Una tragedia. Il traffico della mattina triplicato, tutti avevano avuto la mia stessa idea, quella di uscire al centro commerciale, dove sembrava di essere all’inferno. Clacson che suonavano a destra e a sinistra, persone arrabbiate che urlavano dal finestrino, il caos più totale direzionato verso il degenero più assoluto.

Questa città sta impazzendo, qualche tempo fa la tranquillità regnava sovrana, poi hanno iniziato a cambiare la viabilità e a costruire centri commerciali, e il danno era fatto. Orde e orde di persone coi nervi a fior di pelle, rigettate su viuzzole ristrette per i continui lavori di manutenzione (o di costruzione) alla strada, desiderose soltanto di tornarsene a casa a un orario umano o almeno plausibile.

Tecnologizziamoci

Ho deciso di buttare via la scopa e la paletta, ma quasi quasi anche l’aspirapolvere. Tutte le mie amiche odiano stirare o lavare i piatti, io odio dover pulire per terra. Ho un gattone di due anni, si chiama Paolo ed è la mia ombra, è come se fosse il mio bambino pelosotto.

L’ho trovato che aveva 25 giorni a volerci stare larghi, praticamente tutti i veterinari lo davano per spacciato, addirittura mi hanno consigliato di farlo sopprimere, ché tanto non aveva speranza. Tzè! Ora è un ragazzone di 6 kg, completamente bianco con una macchiolina nera sulla testa. Perché si chiama Paolo? Perché quando l’ho visto per terra davanti casa mia, stavo fumando una sigaretta sul balcone e leggevo l’oroscopo di Paolo Fox sull’applicazione che ho nello smartphone. Da lì ho deciso di battezzarlo col nome di colui che tutti i giorni mi allieta la giornata, o me la gufa pesantemente.

E’ un europeo domestico con il pelo che sembra corto, ma che in realtà non lo è. È lungo, ne perde in quantità industriali e dovrei sempre stare in terra a spazzare per eliminare tutti i suoi peli – che mi ritrovo ovunque, anche nel piatto mentre mangio nonostante lui se ne stia buono sul divano. I vestiti neri sono un privilegio raro, per me, ormai: praticamente vestirmi di nero sarebbe come vestirmi di bianco, quindi ho deciso di cambiare rotta e assecondare questo bisogno.

Voglio prendermi un robot aspirapolvere di quelli che fanno tutto da soli, partono, puliscono, ritornano. Tutto, non voglio più fare niente di tutto ciò che ho sempre dovuto fare mille volte nella stessa giornata. Spero che Paolo lo accolga bene in famiglia, senza distruggermi niente per la paura o senza distruggere il robottino per l’odio nei suoi confronti. È pur sempre un gatto, tutti sappiamo come sono fatti i gatti!

Televendite 24h

C’è un modo per oscurare i canali tv che fanno vedere televendite? Non perché mi diano noia, sia chiaro. Qualche giorno fa ero sul divano che aspettavo il mio ragazzo che tornasse a casa, stavo guardando un film di Fantozzi, che davano in tv, e mi sono addormentata una volta finito.

Quando mi sono svegliata perché la mia dolce metà quando torna a casa sembra un carrarmato, mi sono trovata a guardare, quasi ipnotizzata, una televendita. Promuovevano un ferro da stiro con caldaia che, a detta loro, praticamente stirava da solo. Il mio ragazzo dice che sono tutte fesserie e che non mi devo far abbindolare dalle televendite perché sono truffe legalizzate, sarà che mia madre ha comprato un sacco di cose che si sono rivelate poi ottime, perché non dovrei credergli?

Era già da un po’ che pensavo a questo acquisto, ho un ferro pagato 15 euro di una marca sconosciuta che rende la stiratura ancora più tragica, come se già non lo fosse di suo. Ho un’amica che ha fatto il salto di qualità prendendosi quello con la caldaia e parlandoci è venuto fuori che se avesse potuto comprarlo subito, lo avrebbe certamente fatto visto che è ottimo.

Il mio ragazzo, poi, per lavoro indossa solo praticamente camicie e io odio doverle stirare, sono la maledizione più grande di ogni donna. Con il mio ferro-trabiccolo è una tragedia, mi occorre sempre tantissimo tempo che potrei sinceramente spendere in altro modo, poi il problema è che “sputa” letteralmente acqua anziché lasciare il getto di vapore, secondo me non è una cosa tanto normale!

Adesso mi stavo giusto facendo un’idea guardando online i prezzi dei modelli con la caldaia, pensavo costassero molto di più, invece è tranquillamente alla mia portata economica!

Ci do un taglio?

Ho un dubbio amletico di quelli che ti prendono la testa e te la fanno rigirare su se stessa con quel maledettissimo pensiero incessante. Mi taglio o non mi taglio la barba? Ce l’ho da quando ha iniziato a crescermi, non vedevo l’ora che mi iniziasse a spuntare per poterla vedere e curare come si deve. Non avrei mai pensato di arrivare a pormi questa domanda, pensavo fosse ovvio che sarei stato per sempre con il mento folto.

Già il mio capo mi ha fatto un po’ di storie qualche tempo fa, diceva che era troppo lunga. Non capisco dove sia il problema, non ho a che fare con cibo o con prodotti dove potrebbero cadere peli e rovinare la reputazione dell’azienda. Faccio il rappresentante commerciale di borse e scarpe, cosa diamine c’entra la mia barba?

Forse la sua pressione – e quella di mia madre che dice che sembro Mosè – mi ha portato a prendere il rasoio elettrico, collegarlo alla presa, poggiarlo sul viso e pensare seriamente di tagliare tutto. Non ce l’ho fatta, era stata una cosa troppo improvvisa e improvvisata, la mia barba è una parte di me alla quale tempo e per la quale ho speso un sacco di tempo e soldi.

So che, togliendola da dove si trova adesso, dimostrerei 12 anni, sembrerei un bambino che gira in automobile vestito in giacca e cravatta. Del resto, però, darci un taglio potrebbe anche farle bene. Non so, il barbiere da cui vado a sistemarla mi ha detto lotta per i tuoi diritti! La barba è un tuo diritto!, però ammetto anche che forse lui potrebbe essere di parte, visto che partecipa ai concorsi di bellezza per uomini barbuti.

Che faccio? Taglio o non taglio? E soprattutto, se la tagliassi, lo farei per il suo bene o per quello del mio capo?!