Blog

Ci do un taglio?

Ho un dubbio amletico di quelli che ti prendono la testa e te la fanno rigirare su se stessa con quel maledettissimo pensiero incessante. Mi taglio o non mi taglio la barba? Ce l’ho da quando ha iniziato a crescermi, non vedevo l’ora che mi iniziasse a spuntare per poterla vedere e curare come si deve. Non avrei mai pensato di arrivare a pormi questa domanda, pensavo fosse ovvio che sarei stato per sempre con il mento folto.

Già il mio capo mi ha fatto un po’ di storie qualche tempo fa, diceva che era troppo lunga. Non capisco dove sia il problema, non ho a che fare con cibo o con prodotti dove potrebbero cadere peli e rovinare la reputazione dell’azienda. Faccio il rappresentante commerciale di borse e scarpe, cosa diamine c’entra la mia barba?

Forse la sua pressione – e quella di mia madre che dice che sembro Mosè – mi ha portato a prendere il rasoio elettrico, collegarlo alla presa, poggiarlo sul viso e pensare seriamente di tagliare tutto. Non ce l’ho fatta, era stata una cosa troppo improvvisa e improvvisata, la mia barba è una parte di me alla quale tempo e per la quale ho speso un sacco di tempo e soldi.

So che, togliendola da dove si trova adesso, dimostrerei 12 anni, sembrerei un bambino che gira in automobile vestito in giacca e cravatta. Del resto, però, darci un taglio potrebbe anche farle bene. Non so, il barbiere da cui vado a sistemarla mi ha detto lotta per i tuoi diritti! La barba è un tuo diritto!, però ammetto anche che forse lui potrebbe essere di parte, visto che partecipa ai concorsi di bellezza per uomini barbuti.

Che faccio? Taglio o non taglio? E soprattutto, se la tagliassi, lo farei per il suo bene o per quello del mio capo?!